… ovvero: il mio primo, folgorante incontro con i fratelli Coen. In una vera e propria corsa contro il tempo sto recuperando gli ultimi film prima della tanto attesa notte degli Oscar e posso affermare con orgoglio che adesso, tra i dieci nominati come “miglior film”, mi manca da vedere solo The Fighter.

Pensavo erroneamente di aver visto tutto ciò che valeva la pena vedere tra i film di questo periodo, pensavo che i giochi fossero ormai fatti e invece i Coen mi hanno spiazzato, facendomi rimettere in discussione tutto. Il Grinta è sicuramente una grande dimostrazione di bravura (l’ennesima, a quanto pare) da parte di questi talentuosi fratelli che ultimamente riescono sempre a trovare soggetti interessanti e a sfruttarli in modo ottimale. La loro mano esperta è evidente per tutta la durata del film, che diverte più del previsto ma che emoziona e, soprattutto, appassiona. Non amo molto il genere western ma qui c’è talmente tanta roba che è impossibile restare indifferenti. Oltre alla fenomenale regia, abbiamo una sceneggiatura davvero ottima e arguta, che pone delle basi solidissime per lo sviluppo di personaggi realistici, eccezionalmente delineati e che lasciano tutti il segno. Poi, l’apporto dato da attori come Jeff Bridges, Matt Damon e Hailee Steinfeld è davvero notevole e sicuramente aiuta a farci immedesimare nella storia e nei personaggi. Ma di certo non possiamo fermarci qui, perché i punti messi a segno sono molti e tra questi c’è anche la fotografia, che ci regala immagini splendide come quella iniziale, e la colonna sonora che tuttavia, pur lasciando un segno evidente ogni volta che è inserita nel montaggio, non ha ricevuto particolari riconoscimenti. Molto buoni anche i costumi e le scenografie.
Purtroppo però Il discorso del re si sta accaparrando tutti i premi che di solito ci aiutano a farci un’idea dell’andamento degli Oscar e quindi non credo che Il Grinta riceverà molte statuette, nonostante le dieci nomination. Jeff Bridges non ha alcuna speranza di trionfare su Colin Firth e anche la giovane Hailee Steinfeld, per quanto brava, si ritrova a fronteggiare una concorrenza spietata. Come ho detto, la sceneggiatura è ottima ma anche qui ci troviamo a fare i conti con un colosso, ovvero The social network, la cui sceneggiatura è oro colato. Anche le categorie tecniche dovranno fare una lotta all’ultimo sangue per accaparrarsi la statuetta; ad esempio le scenografie si vedono ancora una volta a fronteggiare Il discorso del re mentre la fotografia è, a mio avviso, quella con più speranze di farcela, anche se io terrei d’occhio Il cigno nero in questa categoria.



