Prosegue la missione che mi vede intento a recuperare i film più importanti degli Oscar 2011. Stavolta tocca a 127 ore, con James Franco come protagonista assoluto e Danny Boyle alla regia.

127 ore racconta la storia (vera) di Aron Ralston, un alpinista che, a causa di un masso cadutogli sul braccio, rimane incastrato in un canyon per diversi giorni. Dopo il successo di The millionaire, il regista Danny Boyle si è cimentato in questa storia drammatica ma allo stesso tempo infarcita di speranza e di istinto di sopravvivenza. Una storia che presenta molti spunti interessanti ma anche molte difficoltà da affrontare. Non ho visto molto di Boyle (credo di aver visto un paio di film) ma da quello che mi ricordo l’ho sempre trovato molto incisivo, molto presente nei film che fa, anche quando non è necessario. Credo che questo sia il caso di 127 ore, un film che, a mio avviso, necessitava di una regia più sobria, più delicata, meno incisiva. Sarebbe stato meglio puntare su qualcosa di più minimale e invece la volontà di spettacolarizzare il tutto a volte influisce negativamente sul prodotto finale. Un esempio calzante è il montaggio che, per quanto interessante e particolare, non si adatta molto bene ad una storia del genere. I passaggi alle riprese della telecamera e alle fotografie sono molto fluidi e non danno fastidio, ma spesso mi sono trovato a desiderare un montaggio meno d’impatto e più sobrio, anche per quanto riguarda l’inserimento delle musiche, tanto che nel finale non sapevo più se stavo guardando un film o il video di una canzone. Per il resto non mi sento di muovere particolari critiche a questo film. Le scenografie sono estremamente affascinanti e la fotografia ogni tanto ci regala qualche immagine davvero bella. La storia è gestita piuttosto bene e James Franco riesce ancora una volta a dimostrare la sua bravura, fornendoci una grande conferma dopo l’ottima prova in Milk. Al momento si sta dimostrando senza dubbio il più talentuoso del trio di Spider-man. Per quanto riguarda gli Oscar, 127 ore è stato nominato in sei categorie ma non credo che riuscirà a portare a casa qualche premio. L’unica vittoria potrebbe essere il montaggio, che io ho trovato invadente ma che comunque non lascia indifferenti, soprattutto perché in quella categoria la concorrenza non è poi così spietata.



